Percorso di generatività con gli albi illustrati

generatività

Martedì scorso, 21 febbraio, presso la sala della Seconda Circoscrizione, c’è stata la presentazione del percorso. Per svariati motivi la presenza è stata ristretta e molto intima; tuttavia l’entusiasmo e l’interesse non sono affatto mancati. Anzi, questo incontro anche di scambio – così come piace alla filosofia della narrazione – ha permesso a noi relatrici di comprendere alcune sfumature e alcuni aspetti che sono risultati fondamentali per i presenti.

Abbiamo strutturato gli incontri sempre a partire da domande: riflessioni rivolte a neogenitori; già durante le settimane precedenti alla presentazione ci siamo accorte di come, però, l’interesse arrivasse anche da genitori che ormai magari i figli nemmeno più li hanno in casa, oppure da coppie che vivono realtà completamente differenti da quello che nella “normalità” ci si aspetterebbe. Tutto questo è un valore aggiunto inestimabile!

Nei gruppi di biblioterapia è molto facile partire da ciò che uno si era prefissato per giungere poi alla parte completamente opposta. La generatività è un concetto che va oltre il solo essere coppia o famiglia.

Ogni giorno si rinnova la generatività stessa della coppia, l’amore, la cura. Dobbiamo forse chiederci come la riflessione sulla generatività possa condurci a un’idea di famiglia fatta proprio di solidarietà comunitaria: una comunità allargata, fatta di esperienze, generazioni, storie, consapevolezze che vanno a mettere insieme le tessere di un puzzle variegato e da rinnovare ad ogni incontro.

Per concludere riporto proprio le parole della dottoressa Margherita Lucia De Bernardi (medico genetista in ambito ginecologico-pediatrico) che mi affiancherà in questo percorso: “Riflettiamo a partire dal concetto di generare. Due persone quando si incontrano e diventano coppia, generano qualcosa di nuovo a partire dalla loro nuova vita insieme; è generata da loro stessi, a partire da tutto ciò che fanno assieme, tutti i progetti, tutte le emozioni, tutte le cose che creano. Fino ad arrivare alla generazione di un figlio che è un po’ l’apice – ma non per forza – della coppia”.

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