Narratrice Errante su Instagram: una vetrina di storie

Irene Monge

Spesso si dice che al giorno d’oggi i social sono un qualcosa che devia la realtà, dove ognuno si mette in vetrina nella sua versione migliore esclusivamente per apparire.

Non posso nascondere che molto spesso è esattamente ciò che accade: non sappiamo come utilizzare questi strumenti, come conoscerli, e finiamo noi per essere usati; di conoscenza profonda nemmeno l’ombra.

L’essere umano è per sua natura animale sociale, il bisogno di apparire e di essere riconosciuto o accettato dagli altri è ancestrale. Ricerchiamo costantemente questo, sin dalla tenera età nel rapporto con la propria mamma. I social per le ultime generazione hanno sopperito molto spesso a questo bisogno mancato. Tuttavia anche questo sopperire non è profondo e autentico, bensì è fugace, superficiale, astratto e lontano perché le persone non si guardano davvero, non si incontrano realmente.

Quello che però può cambiare è la consapevolezza nostra, il riconoscimento di questo falso mito, così da utilizzare i social per incontrare le persone in modo del tutto diverso e di conseguenza più autentico. Non sarà mai un incontro reale, ma per certi verso propedeutico.

Il mio profilo Instagram negli ultimi anni ha seguito proprio questo presupposto: mostrare il mio modo di lavorare attraverso le mie esperienze quotidiane.

Così da soprannominata “irenemongials” mi sono trasformata in “narratrice.errante”, anzi per un periodo sono stata “narratrice_ambulante”, il secondo termine suggerito da un libro di testo assai noto che è Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Tuttavia – grazie a una persona a me molto vicina e che mi ha accompagnata in tutta la mia recente crescita professionale, credendo in me, stimolandomi, sostenendomi e facendo il tifo ogni giorno – mi è stato suggerito il termine che più si adattava alla mia essenza: errante.

Una narratrice che pubblica le foto dei suoi viaggi, che spesso sono viaggi libreschi, di incontri, di luoghi e di persone, tutti sempre accompagnati da un aspetto narrativo, dove spesso la stessa narratrice si perde, si lascia amalgamare con il contesto, diventando altro da sé, pur rimanendo fedele a se stessa, soprattutto sbagliando e facendo dell’errore un nuovo rinnovarsi…quindi un errare nell’errore e un viaggiare nell’errare (viaggiare ed errore hanno comunanza etimologica, ossia “errare, vagare senza meta o scopo”).

Ebbene sì, questa sono io, spesso vagabonda di emozioni, sempre accompagnata da storie, un participio presente che suggerisce movimento e dinamismo nel qui e ora, per cogliere il cuore di ogni incontro e di ogni bellezza. La narrazione è ciò che mi caratterizza, l’errore è la mia filosofia, i viaggi sono all’ordine del giorno: nei libri, nei luoghi, nelle persone, in me stessa.

Il 31 dicembre 2022 sono riuscita a raggiungere l’obiettivo che mi ero prefissata di 1000 followers. Questo traguardo è stato sostenuto anche da un mio amico influencer che ha saputo consigliarmi come migliorare, soprattutto per promuovere e far conoscere quale è il mio lavoro, il quale molto spesso si fonde con la mia vita. Le narrazioni ci intessono, ci trasformano e ci influenzano: una volta che una storia ti entra dentro, tu non sei più la stessa.

Grazie di cuore a tutti coloro che anche solo con un like hanno contribuito a far crescere una vetrina che è diventata testimonianza di tutte le storie che ho avuto l’immenso piacere di leggere.

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