L’ineffabile bellezza

generazioni biblioterapia

Se febbraio è stato il mese metaforico di un giardino fertile di coesione, marzo si è aperto con inaspettati, quanto bellissimi, traguardi. Non voglio rischiare di fare la lista della spesa, tuttavia sento necessario registrare e promuovere queste novità e questi arrivi.

Giovedì 7 marzo: dalla Finlandia a quel GialloZucca di Mantova

Nel pomeriggio di giovedì scorso ho avuto il piacere di incontrare personalmente uno dei massimi esponenti della Biblioterapia in Finlandia: Juhani Ihanus. Era di passaggio nella città di Verona e si è messo in contatto col mio collega Marco Dalla Valle, maggior esponente della Biblioterapia dello sviluppo in Italia e a Verona. Ha allargato l’invito anche a me, nuova generazione di questa disciplina.

Ci siamo seduti in un bar e quasi non ho terminato di bere la mia lattina di Lemon Soda a forza di parlare di ciò che amiamo fare e del futuro sviluppo di questo “casuale” incontro. Sono rimasta piacevolmente colpita di tre cose: non ricordavo di dialogare e tradurre così velocemente dall’inglese all’italiano, tanto da aver ricevuto i complimenti dalla moglie del nostro speciale ospite; lui stesso si ricordava di un mio commento durante un suo intervento al Festival Internazionale di Poesiaterapia ed è rimasto affascinato dal mio modo di lavorare con la mitologia greca; questo incontro è l’inizio di una collaborazione molto stretta che ci farà incontrare in ottobre a Budapest e successivamente di nuovo in Italia per sviluppare delle ricerche e dei dialoghi con alcuni suoi colleghi finlandesi interessati alla materia.

Sono tornata a casa dopo due ore di discussione carica di energie positive. E per non farmi mancare nulla, a proposito di mitologia, la stessa sera si è tenuto un incontro a Mantova, la cui ospite è stata una delle mie scrittrici contemporanee preferite: Marilù Oliva. Ho portato tutte le copie dei suoi libri in mio possesso e me le sono fatte autografare tutte. Ho potuto conoscerla di persona e scambiare un dialogo con lei, ricevendo grande interesse per il mio lavoro, col desiderio di saperne di più. Oltre ciò ho conosciuto un luogo davvero speciale: un ristorante libreria dal nome e dai colori GialloZucca!

Ho avuto la fortuna di essere stata messa al tavolo con due donne della città, super interessanti. Abbiamo scambiato opinioni e passioni comuni tutta la sera con entusiasmo, e mi hanno persino fatto conoscere il proprietario del posto, il quale mi vuole nel suo locale per una serata e ha passato un’ora intera a presentarmi i suoi libri, le sue serate di lettura ad alta voce e tutti gli ospiti culturali che ha ospitato. Insomma una persona davvero eclettica! Un vero e proprio luogo di Bellezza assoluta che consiglio di visitare, per gustarsi una buona cena all’insegna dell’arte in tutte le sue forme!

Martedì 12 marzo: Università degli Studi di Bologna

Con mia grande sorpresa, martedì siederò in una delle cattedre della prestigiosa Università di Bologna come docente correlatrice di una studentessa che mi ha contattato per l’interesse rivolto alla filosofia della narrazione. Nonostante io sia docente qui a Verona, la relatrice ha desiderato avermi presente, non soltanto all’evento, ma proprio insieme alla commissione, affinché potessi far emergere il lavoro prezioso che assieme alla studentessa abbiamo portato avanti nei mesi scorsi. Tant’è che addirittura anche il mio nome compare sul frontespizio della tesi (cosa che solitamente non accade per i correlatori)!

Questo è per me fonte di grande orgoglio, ma è anche un onore. La filosofia della narrazione arriva in un’altra università (e non una qualunque); questa è la prima vera tesi in ambito di filosofia narrativa e mi viene dato riconoscimento a tal punto da essere in commissione e poter porre il mio punto di vista. Senza nulla togliere al grande orgoglio che provo per questa giovane donna che ha fatto un lavoro egregio, una ricerca accurata e profondamente sentita. Infatti prossimamente pubblicherà anche lei qualcosa all’interno di questi miei itinerari, così da mostrare una nuova tessera che si aggiunge al puzzle del mio lavoro. Sono fiera di lei e non potrei essere altrimenti. Ha dato prova di usare la lingua in modo elevato, ha concretizzato le letture consigliate e ne ha dato un taglio personalissimo.

Mercoledì 13 marzo: Il Banco (di Comunità) alla moda

Il giorno successivo, mi vedrà impegnata in un evento che registra la sua seconda edizione. Pur facendo parte della mia esperienza lavorativa precedente, ho il piacere di organizzarlo, presentarlo e viverlo!

Questa iniziativa ha messo in moto una comunità autentica, di cittadinanza attiva, che ha dato spazio alla creatività nella sua massima espressione. Persone che si trasformano in manichini viventi, rappresentativi di un mondo del riuso e del non spreco di altissima selezione qualitativa. Mestieri che temevano di essere messi da parte, trovano di nuovo il luogo di condivisione, in forma di profonda alleanza e amicizia, oltre che sostegno per quelle fragilità nascoste, originarie di sensibilità delicate.

Venerdì 15 marzo: Libri e benessere, la Biblioterapia nelle biblioteche e a scuola – Convegno internazionale all’Università degli Studi di Verona

Per non farmi mancare nulla, nella stessa settimana ci sarà un terzo appuntamento, assolutamente da non perdere. Venerdì 15 marzo segna la prima Conferenza Internazionale di Biblioterapia. In questa occasione non terrò direttamente un mio intervento, tuttavia sarò presente in quanto rappresentanza di quella componente di ricerca e studio della materia, oltre che co-fondatrice di un percorso che vede la città di Verona come attualmente unica in Italia da un punto di vista sia territoriale che accademico.

Venerdì 22 marzo: si vola a Madrid per la seconda edizione di EUropa & CANada Patient Advocates

Infine Madrid: per il secondo anno di file presenzierò a un evento come Aismme Consultant.

Il 31 marzo scorso a Madrid si è tenuto un incontro fra realtà associative provenienti da differenti parti del mondo. Sono andata in rappresentanza dell’Associazione Aismme aps per portare la mia esperienza con i pazienti che hanno la PKU e che per 6 anni ho seguito presso il Centro Clinico di Verona, in collaborazione con l’equipe medica.

Ripongo la mia attenzione innanzitutto sul contesto: il convegno era strutturato in tavoli da lavoro, tondi, dove vi erano componenti differenti che rappresentavano per ogni tavolo alcune specifiche patologie rare. L’obiettivo dell’incontro era la condivisione di esperienze e di proposte per capire sin dove siamo arrivati, in ambito di cura, miglioramento delle prestazioni e dei diritti dei malati rari. Non si è trattato in nessun momento di una lezione frontale, persino le figure di maggior rilievo aprivano sempre dibattiti al fine di promuovere uno spazio fatto di persone con idee utili all’intero pubblico.

Sono proprio curiosa ed emozionata per questa opportunità. Non so cosa aspettarmi in questa seconda puntata e non vedo l’ora di mettermi alla prova (di nuovo anche con l’inglese!).

Insomma una vita – e non solo un mese – all’insegna delle narrazioni.

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