Le pause e le vibrazioni di onde che ne nascono

panchina delle pause

Muovasi la Capraia: da Dante a Re Isola

Lo scorso mese la “Divina Commedia” mi aveva accompagnata nei miei laboratori di biblioterapia, scoprendo come anch’essa fosse connessa con il mio luogo del cuore.

Nel mezzo del cammin della mia vita mi sono ritrovata sull’isola, questa volta non solo più come turista, ma sempre più come cittadina attiva della comunità capraiese.

Ho tenuto infatti, in collaborazione con la fantastica bibliotecaria Viola Viteritti (la trovate anche su Instagram come @vio_isolaelibri), alcuni incontri di biblioterapia creativa, rivolti alle scuola dell’isola.

Un nuovo personaggio ha quindi accompagnato questi miei giorni appena trascorsi: “Re Isola”.

RE ISOLA: Biblioterapia creativa per ViveRE ISOLA, CuraRE ISOLA, RispettaRE ISOLA 

Un progetto dell’artista toscana Giada Tofanari, dove tramite l’arte e l’immaginazione, sul racconto di questo re immaginario, crea un filo di contatto e unione fra i bambini di queste isole speciali. Si racconta di natura, arte, bellezza e tutela ambientale. Tanti sono i significati e linguaggi che ci sono dentro, compresa la scelta dei materiali di stampa. La carta riciclata proviene dalle alghe inquinanti della laguna di Venezia. Uno dei problemi ecologici primari di quel territorio. Re isola è un libro che si dedica a valorizzare e sensibilizzare al rispetto e alla conservazione ambientale, proprio da quei punti privilegiati di osservazione che si chiamano Isole. E lo fa partendo dai piccoli. L’input primario è che possa dare a questi bambini un immaginario di custodia e bellezza da cui loro possono creare. Nel progetto sono interessate scuole, biblioteche e aree marine protette del territorio. Ogni isola sarà libera di declinare questo messaggio nel modo che più la rappresenta o le piace. Raccontandolo con la sua realtà e il suo territorio. Un tavola rotonda di tanti Re che si incontreranno, a modo loro, nella cura dell’arte e del mare. Questo racconto, creerà un filo narrativo di idee, esperienze e storie per il Mediterraneo. Che alla fine potrà essere unito e raccontato. Così da poter mettere in connessione tutte queste realtà insieme. E ampliare la diversità e forza di questo valore. Il come unire, sarà una nuova dimensione. Sicuramente un modo affascinante e semplice di parlare ai bambini di mare, di tutela e di comunità. Che possa servire anche ai grandi, per trovare un punto di contatto per fare rete fra queste piccole isole del Mediterraneo. Si è cercato dunque di proporre attività che vertevano intorno alla domanda “cos’è per te l’Isola?”, avendo come filo conduttore la storia di Re Isola, il quale ci ha fatto da guida nel costruire una nuova narrazione personalissima che contiene il senso di vivere, curare e rispettare la nostra Capraia. 

Giada è un’artista toscana innamorata del mare. Si rivolge a piccole, grandi isole del Mediterraneo. Un punto zero di tutte queste isole speciali, per interagire e comunicare. Re Isola è una favola. Parla di un re di una piccola isola in mezzo al mediterraneo. Ogni cosa qua ha un messaggio. L’arte, la natura, la bellezza, il rispetto del mare. La carta con cui ha stampato questo libro, per esempio, è riciclata dalle alghe in eccesso della laguna di Venezia. Ha dato libertà di raccontare questa favola a modo proprio di bambin* e ragazz*. È un racconto, un gioco. È magico con buon vento. Ogni isola ha una realtà diversa, e questo è il valore più grande, di tutte. Nel testo, nelle immagini e nella scelta delle parole ci sono tanti linguaggi e metalinguaggi, ma si possono scoprire altre prospettive.

23 maggio 2023, 6 bambini infanzia e 9 tra elementari e medie. Referente illuminato: Viola Viteritti, Biblioteca Isola di Capraia.

Io ho potere sulla tua fantasia? NO.

Una favola teatrale. Un racconto illustrato di immaginaria narrazione. Fantasia, lo stare insieme. Il creare. Una scatola di possibilità. Una tavola rotonda di tanti re che creano e si incontrano. Tanti mondi possibili, come inno alla natura e all’incanto. Un ponte fra le isole di Stromboli, Ventotene, Ustica, Capraia, Marettimo.

Spazio B**k e Camera con vista: la Pinacoteca di Brera come la vedo io

Tuttavia Capraia, come ogni volta, è il luogo che dà il via a nuovi stimoli per la mia vita. In queste ultime settimane non sono più riuscita a scrivere e nemmeno a condividere sui social i miei momenti di meraviglia e passione nel lavoro che porto avanti con dedizione.

Domenica scorsa, prima ancora di traghettare a Capraia, sono stata a Milano, alla Pinacoteca di Brera. Un museo che ha scelto di incontrare la magia degli albi illustrati; in che modo? Giocando con le immagini, gli sguardi, le visioni, la narrazione.

Il quadro scelto come “compagno di giochi” è il più grande che troneggia nella sala, la “Predica di San Marco in una piazza di Alessandria d’Egitto” dei fratelli Bellini.

Entrando nella sala numero 8, i visitatori di tutte le età trovano la casetta dei libri: un’esposizione mobile di libri e albi illustrati di tutti i generi e da tutto il mondo, da sfogliare in libertà. A tutti i curiosi viene proposto un “gioco di visioni” per mettere in relazione la grande opera dei fratelli Bellini con le immagini dei libri e creare un’installazione temporanea ispirata al binomio fantastico “casa-altrove”.

La Pinacoteca di Brera coinvolge la libreria Spazio B**K di Milano per creare al museo uno spazio dell’immaginazione dove convivono sguardi personali e collettivi per interrogare le immagini e moltiplicare le letture.

“Coabitare”: le immagini nei libri e nei quadri

Come la Pinacoteca ospita i quadri sulle proprie pareti, così i libri illustrati sono piccole gallerie portatili di immagini. Il museo è la casa dei quadri nella loro dimensione pubblica, aperta a tutti, e ospita la Casetta dei libri, che co-abita lo spazio museale, ma anche le Casette allestite dai visitatori, dove quadri e libri con figure si incontrano moltiplicando le visioni, le associazioni, i punti di vista, gli sguardi, le prospettive.

Libri e quadri coabitano nel museo e aiutano a costruire lo stesso spazio dell’immaginario.

Ho incontrato Paolo e Diletta, ho incontrato libri anche di lingue differenti che ancora non conoscevo, ho incontrato bambini che mi hanno catturato con le loro risposte, attraverso immagini scelte o immagini “immaginate”. Ho giocato con il dipinto, facendolo mio, proprio come nel mese precedente avevo fatto mio amico Dante, non un poeta decantato in tutto il mondo, ma una persona uguale a me con emozioni e pensieri. Anche i personaggi di questo dipinto ci parlano, ci vogliono suggerire qualcosa; e a chi non è mai capitato di fermarsi davanti a un dipinto, inventando i possibili dialoghi della scena che si presenta davanti agli occhi? Uno spazio di comunità che si incontra alla maniera biblioterapeutica, creando un nuovo modo di fare cultura, senza perderne la profondità e il valore; anzi!

Il Piccolo Principe e lo sguardo adolescente del futuro

Aprile e maggio si sono rivolti al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Solitamente questa è per me un’utenza a cui rivolgevo uno sguardo di osservazione e ascolto, senza specifici interventi da parte mia. Ho sempre provato un certo timore ad avvicinarmi con la biblioterapia ai bambini, alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze. Il processo sicuramente non si realizza nel medesimo modo, e questo mi faceva forse sentire non all’altezza, oppure non del tutto pronta a dedicare il rispetto che meritano.

Sono anni che mi dedico allo studio della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. Non mi sono mai voluta fermare a discorsi superficiali o definizioni da manuale. Ho cercato il più possibile di approfondire e interrogarmi in merito ai loro specifici e speciali bisogni. Mi sono rivolta sempre al loro “stato dell’Io Adulto”, ossia vedendoli come persone la cui struttura è diversa per la maturità e lo sviluppo biologico, ma medesima per quel che riguarda lo scoprire il mondo, dare il nome alle cose e alle sensazioni. Non ho mai voluto cambiare lo sguardo, semmai comprenderlo perché differente dal mio occhio da giovane adulta. Un rispettoso riguardo, un’ammirevole pazienza.

Finché non ho incontrato i primi adolescenti attraverso un testo che amo e di cui possiedo un “altare” in casa (comprensivo di infinite edizioni, in varie lingue e di differenti svariati anni). Ancora una volta ho toccato con mano, e ho potuto confermare, che sì, acquisire competenze è fondamentale, ma stare autenticamente con l’altro è il vero segreto della riuscita.

Avevo timore di non raggiungere un dialogo a loro misura; invece il Piccolo Principe ha aperto un varco nelle loro paure e pressioni per il futuro, il loro bisogno disperato di aiuto, di guida, di accompagnamento e modellamenti sani, completi di tutte quelle sfaccettature che appaiono incomprensibili e troppo grandi anche per loro che vogliono già sentirsi più adulti di quello che non sono ancora.

Tutti questi laboratori si rivolgono alla fascia infanzia e adolescenza con l’obiettivo di promuovere un benessere e una conoscenza della letteratura di qualità e della lettura (in solitario o ad alta voce condivisa). Sono incontri tematici e utilizzano la narrazione mitologica, per un recupero delle nostre origini che stimolano la scoperta o la riscoperta di sé. I miti ci raccontano da dove arriviamo attraverso metafore, giochi di logica e linguaggio legato alla produzione orale di storie. Sono eventi di gruppo della durata di un singolo incontro, con una prima parte più riflessiva e una seconda parte pratico-creativa.

Ebbene, mi hanno donato tanta soddisfazione, tanti spunti e tantissime storie colorate. Tanti semini pronti a fiorire solo se lasciati nel giusto spazio e nel giusto tempo; quale? Autenticamente il loro. Ascoltiamo più spesso questa autenticità nascosta delle nostre nuove generazioni, non ci deluderanno.

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