La “cosalità” del libro

Sedie gialle

Oggi è il 23 aprile. Oggi è la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore.

Ho scelto come immagine di primo piano delle sedie. Sedie gialle, il cui progetto ha l’obiettivo di generare compagnia per generare comunità. Avevo preso parte a questo progetto durante una giornata speciale, dove il tema guidato delle narrazioni ha permesso l’incontro autentico fra sconosciuti.

Tuttavia ho scelto la sedia per un altro motivo: una sedia è un oggetto passivo, richiede più energia per essere prodotto che per essere utilizzata. Le lampadine o il tostapane, al contrario, sono oggetti attivi. Questa classificazione, applicata a ogni cosa, rientra nel più ampio sistema di analisi del ciclo di vita dei prodotti, che considera l’energia e la materia richieste da ogni bene nel corso della sua intera vita, dalla progettazione alla dismissione.

Per i non-lettori allora il libro sarà classificato come oggetto passivo; se vogliamo in generale come oggetto lo è davvero. Per gli amanti dei libri, i lettori forti, non è contemplata però questa classificazione. Tuttavia credo che potrebbero anche loro essere in errore. Le energie e le materie richieste per la creazione dell’oggetto libro sono immense; il tempo di utilizzo del libro è pari alla velocità con cui lo terminiamo di leggere. Questo perché i lettori come me, spesso si dimenticano della componente essenziale del libro, motivo per cui è stata indetta una giornata mondiale in suo onore.

Il libro è una cosa e pertanto ha una struttura, una forma, un materiale, un peso e via di seguito. La sua forma richiama molto quella di un mattone, con cui si possono costruire muri; è fatto di carta, la quale può diventare scultura, immagine, ritaglio, carta regalo, coriandoli o altro ancora. Ha una rigidità che ti permette di sedertici sopra, puoi usarlo per ripararti nei giorni di pioggia perché ha copertine solide. Infine puoi usarlo come elemento decorativo della casa o a farti aria nelle caldi estate. Assieme ai bambini puoi usarlo in modi ancora più immaginativi così come puoi farlo con la sedia o con i sassi o le scatole di cartone.

Quando mi occupo di promozione alla lettura parto sempre dal narrare l’oggetto. Come possiamo maneggiare un libro se non ne conosciamo ogni sua parte? E questo aiuta soprattutto a far avvicinare i non-lettori. Inizio sempre col porre una domanda: a cosa può servire un libro? E proseguo: cosa è secondo te un libro?

Ecco allora che ancora una volta mi rivolgo (e mi torna utile) al saggio La cosa di Heidegger. In tale saggio il filosofo si interroga intorno a un altro oggetto significativo: la brocca.

“Parete e fondo, in cui la brocca consiste e in virtù di cui sta in piedi, non sono ciò che propriamente contiene. Se però il contenere risiede nel vuoto della brocca, allora il vasaio, che forma le pareti e il fondo della brocca sulla sua ruota, non fabbrica propriamente la brocca […] egli dà forma al vuoto. Il vasaio coglie anzitutto e costantemente l’inafferrabile del vuoto e lo produce come il contenente nella forma del recipiente. Il vuoto della brocca determina ogni movimento della produzione. La cosalità del recipiente non risiede affatto nel materiale di cui esso consiste, ma nel vuoto, che contiene. […] L’essenza del vuoto contenente è raccolta nell’offrire.”

Heidegger prosegue dunque la sua interrogazione nell’essenza della brocca data da questa offerta, perché la brocca sia che sia vuota, sia che sia riempita di liquido è in potenza di quel versare dell’offerta.

Cosa hanno in comune la brocca e il libro? L’azione dell’offrire come essenza che esiste nella misura in cui ha una forma che contiene. Le pagine del libro contenute dalla copertina offrono parole, storie, viaggi, metafore, incontri, persone, paesaggi…

Quando parliamo del libro ricordiamoci di questa sua specifica cosalità. Allora davvero potremo trasformarlo da passivo in attivo senza lasciarlo morire mai, mantenendo attivo lo scambio infinito di cicli di vita che non si esauriscono, diventando altro da sé, nella forma (in quanto oggetto che si trasforma in qualcos’altro usando arte e creatività) e nel contenuto (ogni storia può essere riletta infinite volte da infinite persone diverse e non sarà mai la stessa, mai uguale a prima).

Un libro può essere tutto ciò che vuoi. Un libro può essere tutto ciò di cui hai bisogno.

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