Stato dell’arte della Biblioterapia: una formazione riconosciuta

formazione universitaria

Ho sentito parlare per la prima volta di biblioterapia durante il mio percorso magistrale in Scienze filosofiche dell’Università degli Studi di Verona. In quell’occasione ho conosciuto il mio mentore Marco Dalla Valle, il quale ha portato la biblioterapia dello sviluppo in Italia (Biblioterapia Italiana).

Fin da piccola i libri sono stati la mia dimora, il mio rifugio, la mia passione. Ho sempre avuto il sogno di aprire una libreria tutta mia. Quando poi ho intrapreso gli studi mi sono resa conto che era un tempo “difficile” per lanciarsi in un progetto così grande. Così i libri hanno continuato a essere i miei compagni silenti. Fino a quel giorno: nel 2015, infatti, all’università è stato proposto un percorso formativo in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Il percorso accennava all’utilizzo dei libri come strumento di benessere e si rivolgeva a un’iniziativa offerta ai pazienti ricoverati; l’obiettivo era quello di andare a leggere a letto del paziente.

In quel momento il mio entusiasmo si è attivato nuovamente: se non potevo fare dei libri un lavoro, potevo comunque usare i libri per uno scopo ancora più elevato.

Ad oggi, a distanza di circa 8 anni, posso dire di fare un lavoro con i libri che adoro e che mi ha dato grandi soddisfazioni. Si dice che è fortuna di pochi fare della propria passione un lavoro, perciò sono orgogliosa di esserci riuscita.

Corso di aggiornamento professionale e Master di I livello

L’utilizzo dei libri come terapia, tuttavia, non ha una storia italiana così lineare. Rispetto all’estero la biblioterapia come disciplina è arrivata molto tardi e solo in nicchie ristrette di psicologi, negando completamente l’altra faccia del suo utilizzo. Una professione che si rispetti necessita di una formazione ben strutturata, che possa formare degli specialisti in grado di maneggiare con cura il metodo e gli strumenti ad esso connessi.

Nel 2021, insieme ad alcuni colleghi, all’interno del Dipartimento di Culture e Civiltà siamo riusciti a strutturare un corso post laurea aperto a quanti interessati alla materia. Il primo esempio di offerta formativa all’altezza della specializzazione richiesta per essere biblioterapisti competenti.

Gli studenti che hanno terminato questo primo percorso sono rimasti entusiasti e questo ha permesso di salire un gradino successivo: l’anno successivo è stata lanciata la prima edizione di un Master di I livello in Biblioterapia, aperto a professionisti con titolo di laurea. La biblioterapia è una disciplina che può essere utilizzata da professionisti medici e non medici: psicologi e psichiatri, educatori, insegnanti, filosofi, counselor, operatori sociali, infermieri, bibliotecari. Le competenze di biblioterapia permettono a queste figure di inserirsi all’interno di strutture pubbliche e private con la capacità di condurre gruppi di crescita personale o incontri face-to-face, raggiungendo obiettivi prefissati all’interno di un progetto. La biblioterapia può essere utilizzata in contesti clinici (ospedali, RSA, hospice, centri riabilitativi), in biblioteche, associazioni, scuole, carceri.

La biblioterapia è una disciplina utilizzata in diverse parti del mondo da oltre un secolo. Partendo dalla bibliografia scientifica a disposizione, sono stati fissati degli obiettivi formativi in grado di permettere ai professionisti italiani di inserirla all’interno delle proprie competenze. Si partirà dalla conoscenza del processo biblioterapeutico come strumento per gestire un progetto di biblioterapia partendo dall’ideazione per arrivare fino alla verifica. Accanto ad esso, verranno acquisite tutta una serie di nozioni necessarie alla realizzazione dei progetti.

Il Master in Biblioterapia è, quindi, il primo in Italia e nasce dall’impegno dell’Università degli Studi di Verona a studiare e a promuovere tale disciplina già ampiamente conosciuta e diffusa a livello internazionale. La biblioterapia è uno strumento per educatori, bibliotecari, insegnanti, counselor, filosofi, ma anche psicologi e psichiatri, nonché operatori sanitari e operatori sociali. Il programma del master prevede insegnamenti propedeutici come letterature applicabili, psicologia generale, lettura negli adulti con DSA, lettura espressiva ad alta voce, e più specifici quali biblioterapia applicata, filosofia della narrazione, poesia-terapia, medicina narrativa.

Quest’anno, 2023, parte la seconda edizione dello stesso, con sempre più richieste da parte di studenti e persone interessate a formarsi.

L’augurio di buon auspicio che dunque mi faccio – a seguito di due anni di fila di lezioni della mia materia Filosofia della narrazione all’interno del percorso di master – è quello di poter completare la dispensa che desidero fornire ai partecipanti; sarà un manuale breve e il più possibile esaustivo che vedrà anche la sua pubblicazione. Questo testo parlerà del metodo relativo alla filosofia della narrazione, nata dall’incontro della filosofia con il processo psicodinamico della biblioterapia, due materie che si integrano, sviluppando una biblioterapia filosofica che pesca elementi dal dialogo socratico (arte maieutica) e dal potere del racconto come prerogativa umana.

L’emozione che più ricorderò di tutto questo, però, è quella del giorno in cui ho fatto l’ingresso dal chiostro dell’università dove ho studiato durante tutti gli anni della mia formazione e, a distanza di anni, ci sono entrata non più nel ruolo di studentessa, ma di docente. Una sensazione impagabile!

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