Dall’altro lato della cattedra

tesi biblioterapia

29 maggio 2023, una data importante.

Non solo importante per me, per noi, per Verona, ma per tutta l’Italia.

Si è conclusa la prima edizione dell’unico Master di Biblioterapia attualmente avviato nella nostra Nazione. Per concludere il percorso, gli studenti hanno discusso oralmente i loro project work, esprimendo e narrando anche i primi sviluppi di applicazione della biblioterapia in ambiti fra loro diversissimi.

L’Università degli Studi di Verona ha quindi assistito a un primato emozionante: dare riconoscimento e validità a una materia che in Italia tarda ancora ad essere compresa, utilizzata, senza possedere quella tutela di categoria professionale che merita.

Tuttavia già in altre situazioni ho avuto modo di esprimere questo primato; merita sicuramente grande attenzione, però quello che più mi fa provare (e gustare) grande soddisfazione è essermi trovata dall’altra parte della cattedra.

Se due anni fa ero entrata col titolo di docente, attraversando il chiostro dell’Università in cui ho studiato per anni, questa volta, sedendomi dietro alla cattedra, ho guardato di fronte a me quella sedia che più volte ho occupato in altra veste. Questa volta la mia non era più agitazione per la prestazione, semmai un’eccitazione per l’incredulità di poter già essere, nel mio presente, in commissione nella discussione delle tesi di laurea di miei studenti universitari. Oltretutto di un percorso che assieme ad altri pochi professionisti ho realizzato e soprattutto desiderato profondamente.

Per lungo tempo ho sentito la mia giovane età un limite o un motivo per sfiduciarmi nella mia competenza. In quel momento tutta quella insicurezza è svanita, mi sono sentita capace e all’altezza del contesto, forse perché mi sono trovata più volte in quella condizione…semplicemente dall’altra sponda!

La curiosità per i lavori esposti ha saputo guidarmi nel porre domande di valorizzazione e di approfondimento, aprendo in me rinnovati entusiasmi, per ampliare ancora di più i miei orizzonti e i miei studi sulla materia. Soprattutto non ho più avuto dubbi: tutti gli studenti e le studentesse hanno espresso gratitudine e profondo rispetto nei miei confronti. Non mi sono più sentita fuori luogo, ero perfettamente ed esattamente dove volevo essere e dove meritavo di essere.

In questi ultimi anni posso dire con orgoglio di raccogliere i miei risultati che faticavano ad arrivare, ma che con determinazione paziente ho atteso e coltivato.

Nuovi traguardi si sono già avviati, il primo e il più importante è che sarò correlatrice per una tesista in Scienze filosofiche dell’Università di Bologna. Ha cercato appositamente la mia figura per proseguire la ricerca della filosofia della narrazione, come metodo ma anche come supporto teorico. Stiamo già lavorando da settimane, ho consigliato letture e ci scambiamo vocali lunghi minuti, parlando di filosofia, cura, narrazione, autobiografia, a un livello elevato e altamente ragionato. Una studentessa stimolante, curiosa e competente. Una studentessa con cui poter costruire e strutturare una ricerca non solo utile al suo obiettivo, bensì utile anche alla materia e ai suoi sviluppi futuri. Questa effervescenza intellettuale mi suggerisce che è la direzione giusta, che la determinazione paziente è un’ottima compagna e non devo ancora abbandonarla.

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